JP Morgan truffa i suoi clienti tramite Bitcoin

JP Morgan Chase & Co. è una società finanziaria con sede a New York, ed è leader nei servizi finanziari mondiali. Attualmente JP Morgan Chase serve più di 90 milioni di clienti in tutto il globo.

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JP Morgan è stata accusata di aver commesso attività illecite sulle transazioni virtuali effettuate dai propri clienti. Questo quello che affermano, negli ultimi giorni, numerose fonti di stampa internazionale. La società finanziaria è stata portata in tribunale per questo crimine.

Circa un mese fa la società aveva definito Bitcoin come una truffa. Adesso JP ha imposto tassi di interesse e tariffe molto alte a tutti i suoi clienti che hanno comprato criptovalute tramite la loro carta di credito. Potevano aspettarselo? Di certo i clienti non potevano sapere che, pur avendo criticato BTC, JP Morgan di lì a poco avrebbe imposto tariffe molto alte ai clienti compratori di criptovalute.

Ad esplicitare le accuse è stato Brady Tucker, un cliente americano della società finanziaria leader. Brady ha accusato la società di aver cambiato modo di vedere e di tassare le criptovalute senza avvisare i clienti come lui che hanno perso non pochi soldi. JP Morgan ci voleva guadagnare o è stato solamente un errore? Questo, per ora, non lo sappiamo, ma secondo me è una truffa bella e buona.

La banca, a partire da Gennaio, ha iniziato a vedere gli acquisti di Bitcoin ed altre criptovalute sotto un’altra luce, infatti, le ha iniziate a considerare come cash advance. Quindi, per questo, gli acquisti sono stati soggetti a tariffe da capogiro. A detta di Brady Tucker, la banca in questione avrebbe addebitato ai propri clienti (compratori di monete digitali) interessi del 30% l’anno.

Tucker afferma che anche lui ha utilizzato più volte le carte di credito per acquistare criptovalute, perché molto più veloci delle transazioni con conti bancari. Se JP Morgan avesse notificato ai suoi clienti il cambiamento effettuato, nessuno avrebbe più utilizzato le loro carte per fare acquisti di valute digitali.

Specificamente, a Brady sono stati chiesti di pagare 143 dollari di commissioni e circa 21 dollari di interessi. Il cliente in questione ha fatto causa per il risarcimento delle somme da lui versate ingiustamente. La vera notizia è che Brady oltre a questa “piccola” somma di denaro vuole un risarcimento di un milione di dollari.

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